Nella stessa piazza Dante si
osserverà il Monumento dei Caduti, espressione
simbolica di una pace conquistata faticosamente nei
cinque continenti grazie al sacrificio umano di innumerevoli
soldati nelle due guerre mondiali. Dopo una passeggiata
per le prime vie dell’originario villaggio, ammirando
i fregi di mensole e portoni, manifestazioni artistiche
di scalpellini sammichelani, ci si ritrova in Piazza
Marconi, nucleo originario della giovane cittadina,
una volta sede dell’aia prospiciente ‘Massaria
Nova’, come veniva chiamato il luogo dagli abitanti
delle campagne circostanti fino a un paio di secoli
fa…e ancora oggi. Alle sorti di Masseria Nova
si legarono anche le vicende della Masseria Ajeni, attuale
borgo antico a un chilometro di distanza che andremo
a visitare, scenario caratteristico di molti presepi
viventi allestiti negli anni scorsi.
Dopo una piacevole pausa pranzo presso una trattoria
tipica, si prosegue per un altro luogo significativo
per lo sviluppo urbano di San Michele Salentino, l’ex-Masseria
S.Giacomo, ora sede di una rinomata sala ricevimenti,
ove visiteremo una delle più belle chiese rupestri
del luogo, S . Maria della Grottella, legata anch’essa
alla storia del monachesimo in grotta comune a tutta
la Puglia. Qui, infatti, arretriamo nel tempo verso
il periodo della dominazione bizantina della Terra d’Otranto,
quando parte delle campagne sammichelane, per lo più
formata da fitta boscaglia, costituivano il limite più
settentrionale del bosco di Oria, e quindi, l’area
era attraversata presumibilmente dal famoso Paretone
di Virginio. Pur non essendoci ora più traccia
visibile, esso resuscita echi dell’alto medioevo,
della contesa territoriale longobardo-bizantina, ma
anche richiami più remoti, risalenti al tempo
dei Messapi. Ne ricostruiamo il ricordo percorrendone
un possibile tratto e costeggiando il confine della
antica foresta oritana, passando, quindi, dinanzi alla
Masseria Archivecchi, sede ipotetica di un antico insediamento
messapico.
Parte dell’ex casale S.Giacomo ospita anche un
frantoio oleario, il cui gentile proprietario permetterà
la conoscenza in loco del processo produttivo oleario
del nostro gustoso prodotto extravergine, con l’accompagnamento
di un assaggio, indimenticabile per tutti i sensi umani.
In tale luogo sarà facile viaggiare indietro
nel tempo anche con l’immaginazione, ricostruendo
l’antica procedura produttiva dell’oro pugliese,
l’olio d’oliva appunto, un tempo affidata
ai “nagghiere”, governanti del frantoio
che spesso vivevano letteralmente vicino alle presse
per la maggior parte del tempo della campagna olearia.
Essi si servivano degli antichi filtri delle presse
olearie, i “fiscoli”, prodotti dai “fisculari”,
utilizzando le corde fabbricate da un'altra figura artigianale
tradizionale, ossia il “curduler”.
Infine il viaggio nel tempo si conclude con la visita
alla Grotta Augelluzzi, testimone della presenza Neanderthaliana
e, quindi, del precoce popolamento di tali terre. La
sua prossimità al Lamone, grosso canalone scavato
dal deflusso millenario di acqua piovana, rivela anche
la tipica morfologia di un territorio prettamente carsico
e il rapporto proficuo che da esso ha tratto l’uomo
nella sua evoluzione dalla preistoria sino ai giorni
nostri.
1 2
Vita
Bellanova e Rosella Semeraro, in
Guida Turistica,
edita dall'Amministrazione Comunale di San Michele
Salentino, 2003 |
|