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…DA "BROOKLYN BRIDGE"

Per prima cosa ecco il mio nome, Angelo Filomeno. "Seconda, sono nato nella città di San Michele Salentino. Terza, la strada dove abita la mia famiglia si chiama Via  San Michele Arcangelo. E finalmente, sono nato il 29 Settembre, il giorno di San Michele, certamente è tutta una coincidenza ma potete iniziare a capire perché tutto il mio lavoro si basa sugli angeli."
In cima a tutta questa ispirazione a trovare tesori, l'artista nato italiano possiede i maggiori elementi angelici, una forma mortale sosterrebbe: una pelle bianca-latte illuminata da alcuni bagliori interni, occhi verde pallido lucidi quanto i Caraibici e i capelli più rossi possibili avvolti addirittura nei ricci cherubini.

Per evocare i suoi angeli, il trentaquattrenne Filomeno, il quale possiede una M.F.A. dall' Accademia di belle arti di Lecce ha vissuto a Bensonhurst da quando si trasferì sei anni fa da Milano negli Stati Uniti lavorando in una varietà di materiali. Comunque non è un'artista tipicamente misto! La sua arte si basa sull'uso di molti elementi della natura come gli animali, i vegetali e i minerali. Essa fa parte del filone dell'arte d'installazione generale che sarebbe difficile da appendere sul caminetto (o su un muro di galleria, per questa ragione) e richiede un elemento fotografico così come un grado di separazione al fine di presentarlo ad una più vasta "audience".
Un lavoro recente in questa vena, intitolato "Angelo Escursionista", è nato da una gita a casa in Italia dove l'artista si recò in una villa abbandonata del 18° secolo con delle belle ed alte mura di 15 piedi in pietra antica. "Nessuno vive lì" dice Filomeno, "ma sento una presenza come se qualcuno stesse venendo di volta in volta, ad essere disinvolto del posto.
Contattò i proprietari della tenuta e si assicurò il permesso di fare un'impianto, Filomeno disegnò appezzamenti di vivaci lapislazzuli blu, un colore usato a rappresentare qualcosa di spirituale durante il Rinascimento Italiano, dice l'artista - qui e lì su delle pietre murali ed entro la villa vuota.
Gli appezzamenti di blu stanno a significare le visite periodiche del custode angelico, "Angeli abbozzati" dice in modo conciso Filomeno.
Nell'ultimo oggetto "Riguardante i volatili del cielo", Filomeno prese una quaglia e conservò la testa , i piedi, le penne in un vaso colmo di olio d'oliva. I metà uccelli spennati, colli disintegrati, molli e fragili brandelli, occhi sbarrati morti, al guardarli fanno trasalire e disturbano, radunando angeli caduti. Comunque nel contesto queste creazioni sono, con poche modifiche, esempi di una vecchia ricetta dell'Italia meridionale per conservare la carne. "Da dove provengo, apri la credenza della cucina e questo è tutto ciò che vedi".
L'opera di Filomeno parla di una recettività inusuale a sognare le vibrazioni di abbozzi d'angelo e la tristezza silenziosa di una salma di creatura alata intrappolata in un vaso, un'immagine sensibile di un fanciullo americano le avrebbe sicuramente date di  santa ragione. E ancora, malgrado questa fragilità, la sua opera è maggiormente di esultanza. Osservando una diapositiva di uno dei suoi uccelli, lo spettatore getta nei suoi occhi un raggio di luce celestiale, le muse dell'angelo artista: "Ho dimenticato chi disse ciò, ma in ogni modo dirò: "La morte è la bellezza di sua madre".

Ingrid
L'opera di Angelo Filomeno si trova quest'anno nella New York State Biennial in Albaniae sarà anche una mostra di uno spettacolo intitolato "Prive B. Gross Biennial Works on Paper" al Collegio delle Comunità Regine.

…DA "UNISON primavera 1998"
L'opera di Angelo Filomeno rispecchia i tre regni della natura: animale, vegetale del passato. Mondi conosciuti e sconosciuti. Benché le opere siano assemblati - ispirati dalle teorie delle scienze di Paracelsiano, le immagini finali appaiono degli elementi che sono emersi dalla terra. Tracce di trasformazione antica, essenze di civilizzazione di vestigia spirituali incorporano l'Universo trascendentale. L'opera di Angelo Filomeno è stata attrattiva principale in gallerie d'arte in altri nuovi stati e anche in Italia.

…DA "ART NEW ENGLAND"
…Una faccia o una figura è solo accennata a Long Island la Piazza encaustica e lucida dell'artista Filomeno che a prima impressione sembra essere solo una superficie ineguale con una irregolare pura massa rossa

…DA "PEEKSKILL HERALD"
…L'oscurato e pericoloso riassunto "Lucifero" di Filomeno fu uno spettacolo pieno con un finale stimolante.

BIOGRAFIA

Born 1963 in Ostuni, Italy
Lives and works in Brooklyn, New York

Education:
Academy of Fine Arts, Lecce, Italy, MFA

One Person Exhibitions

 1999          Respicile Volatilia Coeli, Rightbank Gallery, Williamsburg-Brooklyn, New York
 1998          Queensborough Community College / CUNY, New York Lapidarium, Unison Gallery,                     New Paltz, New York
 1997          Synagogue for the Arts, New York
 1995          Cry of the Earth, New York University, New York
 1992          Studio Umberto Miceli, Milan
 1987          Palazzo delle Esposizioni, Fano, Italy
 1986          Thesis Exhibition, Galleria dell’Accadeinia, Lecce, Italy

Selected Group Exhibitions

1999    Surveillants, Printed Matter, Inc., New York
The New York Photography Fair, The Puck Building, New York
Whichkraft?, Trans Hudson Gallery, New York (curating)
Surface Structure, Nikolai Fine Art, New York
Experimenta 99/La vita a cono, Alberobello (Ban), Italy
Gala Benefit Show, Art Resources Transfer, New York
25 Years of Photography, CEPA Gallery, Buffalo, New York
Americani contemporanei, Galleria Pangloss, Pisa, Italy
Paradise 8, Exit Art, New York Ingrid Schaffner, curator
Works on paper, The University of Texas, Tyler, TX, Marti Mayo, curator
The Apartment Show, Boston, MA, traveling to Locust Projects, Miami, FL, Zach Feuer, curator

1998

Flat Files, Art Resources Transfer, New York
Artist of the week, Pierogi 2000, Williamsburg-Brooklyn, New York
No England-No Amsterdam III Real Art Ways, Hartford, CT
Chautauqua Institution, Chautauqua, New York
Biennial works on paper, Queensborough Community CollegeJCUNY, New York, Marilyn Kushner, curator
Allentown Art Museum, Allentown, PA
New York State Biennial, New York State Museum, Albany, New York, Linda Weintraub, curator
Palm Springs Desert Museum, Palm Springs, CA
Works on paper, McNeese State University, Lake Charles, LA, Marti Mayo, curator 

1997

The Stamford Museum, Stamford, CT
Three Rivers Arts Festival, Pittsburgh, PA, Thomas Sokolowski, curator
Flat Files, Pierogi 2000, Williamsburg-Brooklyn, New York
Chautauqua Institution, Chautauqua, New York
Greed, Orange County Center for Contemporary Art, Santa Ma, CA
Heckscher Museum of Art, Huntington, New York

1996         

Fine Arts Museum of Long Island, Hempstead, New York
I.C.E. Gallery, New York

1995

Artist Unlimited, Tampa, FL
Westmoreland County Community College, Youngwood, PA

Awards

1998               

Queensborough Community College Fund and Purchase Award

1997

The Joyce & Bob Jones Fund Award

1982-86          

Academy of Fine Arts Scholarships, Lecce, Italy

Lectures

Long Island University. Brooklyn Campus, New York
Queensborough Community College/CUNY, New York

Bibliography

Joyce Korotkin, Whichkrafl?, The New York Art World, November 1999, pp. 12, 13
Katie Clifford, Surface Structure, ARTnews, November 1999, p.196
Deborah Everett, Whichkrafi?, NY Arts, October 1999, p. 69
Trans Hudson Gallery, Whichkrafl?, brochure September 1999
New York Magazine, Fall preview 99, Group show not to be missed— Whichkraft?, September 13, 1999, p. 104
Pietro Marino, Fate buio. I trulli s’illuminano d’immenso, in La Gazzetta del Mezzogiorno, (Ban) August 8, 1999, p. 14
Zach Feuer, The Apartment Show, CD-Rom catalog 1999 (illustrated)
Samantha Nelson, Pick 3, WaterfrontWeek, April 8, 1999, p. 8
Flash Art, Paradise 8 at Exit Art, April 1999, p. 42
The Village Voice, Voice choicesiParadise 8, March 30, 1999
Riccardo Chioni, Filomeno l’artista alchimista in America Oggi, March 28, 1999, p. 16 (illustrated)
Fiavia Pankiewicz, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Ban) March 3, 1999, pp. 1,2
Holland Cotter, Exit Art/ The First World, The New York Times, February 12, 1999
Marilyn Kushner, Faustino Quintanilla, Angelo Filomeno, Queensborough Community College catalog 1998
Luigi Billi, NewNew Yorkiork, Opening, (Rome) Spring 1998, pp. 36, 37
Marc Mayer, The 41st Chautauqua National Exhibition of American Art, catalog 1998
Marti Mayo, Mc Neese Works on paper, catalog 1998 (illustrated)
Cosimo Ciciriello, La Gazzetta del Mezzogiorno, (Brindisi) May 21, 1998
William Jaeger, Art of the State, Art New England, April-May 1998, p. 18
Ingrid Ducmanis, An Angel at My Table, Brooklyn Bridge Magazine, May 1998, pp. 44, 45 (illustrated)
Stuart Bigley, Unison, Spring 1998, p. 15 (illustrated)
Linda Weintraub, New York State Biennial catalog 1998
Naomi Urabe, Stamford Museum & Nature Center catalog 1997 (illustrated)
Thomas Sokolowski, Three Rivers Arts Festival, catalog 1997
Canlos Gutierrez-Solana, The 40th Chautauqua National Exhi bit/on of American Art, catalog 1997

 

Ha scritto di Lui (Domenica Galetta da "Il comune infoema" dell'Ottobre 2004 - n.6 anno II)

 

ANGELO FILOMENO: Artista di fama mondiale

di Domenico GALETTA

 Non so quanti nostri compaesani conoscano New York. Certo è che New York, grazie ad Angelo FILOMENO, è inebriata di “Sanmichelanità”. Si, Angelo FILOMENO, sanmichelano verace, ha fatto la sua e …. la nostra fortuna, affermandosi nella più strabiliante metropoli del mondo. A lui San Michele Salentino è sempre andata, come si suol dire, “molto stretta”, al punto che nel 1987 parte all’avventura di Milano dove cerca di sfondare nel mondo della moda e del design. Qui conosce tutti i “grandi” dell’ambiente. Ma, anche Milano si rivela inadatta alle sue attitudini, per cui, determinato e sicuro come è sempre stato, nel 1992 si trasferisce a New York dove riesce ad affermarsi “imponendo” la sua vena creativa ed il suo talento nell’arte vera, al punto tale da guadagnarsi le prime pagine delle più prestigiose testate giornalistiche statunitensi, tra cui “The New York Time”. Oggi, ad Angelo FILOMENO sono interessati i nomi più illustri dell’Arte e della Moda; i più blasonati galleristi del mondo, che se lo contendono per allestire qualche sua “personale”.Alle sue prime “personali” in New York, sono seguite quella di Milano, da gennaio a marzo del 2003, poi quella di Parigi. Da settembre scorso, e per tutto il mese di ottobre, è la capitale francese a godere dell’estro di Angelo, l’artista che “dipinge” con una macchina per cucire commerciale. Le sue opere rappresentano una innovazione per il modo di concepire l’arte del ricamo perché realizzate su seta o cotone, appunto con una macchina, ma, laddove occorre il dettaglio quasi microscopico, ricama a mano libera.Una volta Angelo FILOMENO si preoccupava di precisare che il suo lavoro non venisse “classificato nella categoria delle tappezzerie e delle tovaglie”. Oggi, che riscuote riconoscimenti ovunque, credo non nutra più questi timori, sebbene la sua semplicità e modestia non lo fanno trapelare.Nonostante i suoi innumerevoli impegni di lavoro, nonostante operi in posti a noi molto lontani, Angelo FILOMENO conserva uno stretto legame con la sua terra d’origine. Infatti, non perde occasione per venire a rigenerarsi nella sua San Michele Salentino, così come non perde occasione per ricordare di essersi realizzato grazie al fatto che “avevo sette anni quando i miei genitori mi mandavano a lavorare da un sarto per imparare il classico mestiere. Ogni giorno, dopo la scuola, invece di giocare mi toccava dedicarmi al cucito”. Quella “costrizione” evidentemente ha giovato ad Angelo, visto il successo che ha riscosso, e lui ne è riconoscente con le sue continue dediche dei suoi lavori “to my parents”.

 

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