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Marcello Palmisano

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Nasce a San Michele Salentino (Brindisi) il 17 gennaio 1940.

Dopo aver frequentato il Liceo Classico “V.Lilla” di Francavilla Fontana, emigra in Svizzera dove lavora come operaio. Appresa la lingua tedesca, si trasferisce in Germania e frequenta l’Istituto Superiore di Fotografia per il Cinema e la Televisione di Colonia, conseguendo il diploma di telecineoperatore televisivo.

Lavora prima alle dipendenze della Radiotelevisione della Svizzera Italiana, poi presso la RAI, come assistente operatore del TG2.

Ottenuta in breve la qualifica di “Telecineoperatore giornalista” per le sue doti di maestro della ripresa televisiva, realizza numerosissimi servizi in Italia e all’estero, in Paesi “caldi” come la Cambogia, il Vietnam, l’Afghanistan, la Libia, la Somalia.

Muore a Mogadiscio il 9 febbraio 1995, assassinato da banditi somali, mentre effettua delle riprese televisive per conto del TG2.

 

 

Ha scritto di lui (Marco Marraffa da "Il Comune Informa" Dicemre 2004 n. 7 anno II)

Telecineoperatore, giornalista-reporter della RAI, nasce a San Michele Salentino il 17 gennaio 1940 da Giuseppe Palmisano e Carolina Angela Cassese. Giovane volenteroso, riservato, attento osservatore, dopo la scuola media frequenta il liceo classico “Vincenzo Lilla” di Francavilla Fontana. La sua aspirazione è quella di viaggiare e conoscere le varie realtà del mondo. Negli anni ’60 decide di lasciare il paese natìo ed i suoi affetti familiari ed emigra in Svizzera dove lavora da operaio, insieme a tanti altri connazionali.La sua innata passione per l’immagine lo spinge alla conoscenza ed al perfezionamento delle tecniche, sicché si trasferisce in Germania dove frequenta la scuola di fotografia per cinema e televisione nella Città di Colonia.Diventato cineoperatore e reporter professionista, ritorna in Italia e nel 1972 viene assunto alla RAI.Il 20 aprile 1980 sposa a Sermoneta (Latina) Maria Cristina Scaccia, che gli darà la gioia di due figli, Davide e Adelaide, con i quali Marcello condividerà i vari momenti felici della vita.I suoi impegni professionali lo inducono continuamente a spostarsi per realizzare servizi televisivi in Italia e all’estero. Diventa inviato speciale della RAI e spesso va in missione ad effettuare servizi nei Paesi a rischio del mondo. Aveva paura della morte come tanti, ma non si è mai rifiutato di partire per conoscere e riprendere gli orrori della guerra in Afghanistan, Libano, Cambogia, Vietnam e Somalia, dove riprende con dovizia i momenti più salienti e drammatici della guerra e della condizione miserevole di quei popoli.La RAI decide di effettuare un servizio in Somalia, nazione in lotta (la cosiddetta “guerra delle banane”) ed incarica un cineoperatore, che però in quel periodo era degente. Il caso volle che a sostituirlo fosse Marcello, che partì insieme alla giornalista Carmen Lasorella.Il 9 febbraio 1995 dovevano effettuare le riprese per un servizio televisivo a Mogadiscio. Qui, a bordo di una Land Cruiser Marcello Palmisano e la giornalista Lasorella venivano scortati da altre due auto, quando, all’uscita della zona aeroportuale, subirono un primo tentativo per bloccarla, audacemente eluso dal loro conducente nonostante la sparatoria che ne era scaturita. Obbligati a fermarsi per sostituire una ruota bucata dai proiettili, furono raggiunti da alcuni banditi. Il capo scorta fu visto discutere con gli aggressori, che appartenevano evidentemente al suo stesso clan. Proprio mentre l’autista stava per ripartire iniziò una nuova sparatoria. L’auto prese fuoco e mentre Lasorella ne uscì indenne, Marcello Palmisano e il capo scorta Alì Shek rimasero uccisi. L’inviata Carmen Lasorella fu sequestrata, ma poco dopo fu rilasciata presso i volontari italiani a Mogadiscio.I funerali di Marcello Palmisano, caduto nell’assolvimento del suo importante ruolo al servizio dell’informazione, si svolsero, al suo rientro in Italia, presso la sede RAI di Saxa Rubra, per poi essere sepolto nel cimitero del Verano di Roma.Dopo la sua scomparsa, diverse sono state le iniziative assunte da enti pubblici per ricordare il conterraneo Marcello Palmisano.La città di San Vito dei Normanni, dove si era trasferita la sua famiglia, il 24 maggio 1995 organizzò un incontro culturale al quale parteciparono: la giornalista Carmen Lasorella, che rievocò quella tragica esperienza; Giorgio Torchia, inviato del giornale Tempo” e decano dei giornalisti italiani, e due grandissimi amici di Marcello, Alessandro Bastoni e Franco Gifoni, entrambi operatori RAI di grande esperienza. Inoltre la civica Amministrazione di San Vito istituì la borsa di studio “M.Palmisano” per studenti meritevoli.Analoga iniziativa si svolse il giorno dopo a Francavilla Fontana, dove Palmisano aveva studiato, e l’Ente Fiera dell’Ascensione gli dedicò una cartolina ricordo della serie “Personaggi Illustri Salentini” ed un annullo postale speciale.Il Comune di San Michele Salentino, paese di nascita di Marcello Palmisano, il 27 luglio 1996, intitolò la Villa Comunale all’illustre figlio scomparso.Anche l’Amministrazione Provinciale di Brindisi, nel 1999 ha istituito il Premio Internazionale Giornalistico per telecineoperatori televisivi “Marcello Palmisano”.A dieci anni dal tragico evento, vogliamo ricordare il sacrificio di Marcello Palmisano, la sua figura, la sua appassionata dedizione ad un lavoro avventuroso, tra i più importanti della società, condividendo quanto Carmen Lasorella ha detto di lui: “Uomo del Sud, ha percorso il mondo e lo ha raccontato. Ore di immagini in TV, fatti e uomini allo specchio, giornalismo vero. In un Paese in guerra, povero e lontano, che aveva la sua pietà, ha chiuso gli occhi la telecamera in braccio. Schietto, prezioso, ironico, sensibile, Marcello è nella nostra memoria VIVO”.
 
 
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