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Telecineoperatore,
giornalista-reporter della RAI, nasce a San Michele Salentino il 17 gennaio
1940 da Giuseppe Palmisano e Carolina Angela Cassese.
Giovane volenteroso, riservato, attento osservatore,
dopo la scuola media frequenta il liceo classico “Vincenzo Lilla” di
Francavilla Fontana. La sua aspirazione è quella di viaggiare e conoscere le
varie realtà del mondo. Negli anni ’60 decide di lasciare il paese natìo
ed i suoi affetti familiari ed emigra in Svizzera dove lavora da operaio,
insieme a tanti altri connazionali.La sua innata passione per l’immagine lo spinge
alla conoscenza ed al perfezionamento delle tecniche, sicché si trasferisce
in Germania dove frequenta la scuola di fotografia per cinema e televisione
nella Città di Colonia.Diventato cineoperatore e reporter professionista,
ritorna in Italia e nel 1972 viene assunto alla RAI.Il 20 aprile 1980 sposa a Sermoneta (Latina) Maria
Cristina Scaccia, che gli darà la gioia di due figli, Davide e Adelaide, con
i quali Marcello condividerà i vari momenti felici della vita.I suoi impegni professionali lo inducono
continuamente a spostarsi per realizzare servizi televisivi in Italia e
all’estero. Diventa inviato speciale della RAI e spesso va in missione ad
effettuare servizi nei Paesi a rischio del mondo. Aveva paura della morte come
tanti, ma non si è mai rifiutato di partire per conoscere e riprendere gli
orrori della guerra in Afghanistan, Libano, Cambogia, Vietnam e Somalia, dove
riprende con dovizia i momenti più salienti e drammatici della guerra e della
condizione miserevole di quei popoli.La RAI decide di effettuare un servizio in Somalia,
nazione in lotta (la cosiddetta “guerra delle banane”) ed incarica un
cineoperatore, che però in quel periodo era degente. Il caso volle che a
sostituirlo fosse Marcello, che partì insieme alla giornalista Carmen
Lasorella.Il 9 febbraio 1995 dovevano effettuare le riprese per
un servizio televisivo a Mogadiscio. Qui, a bordo di una Land Cruiser Marcello
Palmisano e la giornalista Lasorella venivano scortati da altre due auto,
quando, all’uscita della zona aeroportuale, subirono un primo tentativo per
bloccarla, audacemente eluso dal loro conducente nonostante la sparatoria che
ne era scaturita. Obbligati a fermarsi per sostituire una ruota bucata dai
proiettili, furono raggiunti da alcuni banditi. Il capo scorta fu visto
discutere con gli aggressori, che appartenevano evidentemente al suo stesso
clan. Proprio mentre l’autista stava per ripartire iniziò una nuova
sparatoria. L’auto prese fuoco e mentre Lasorella ne uscì indenne, Marcello
Palmisano e il capo scorta Alì Shek rimasero uccisi. L’inviata Carmen
Lasorella fu sequestrata, ma poco dopo fu rilasciata presso i volontari
italiani a Mogadiscio.I funerali di Marcello Palmisano, caduto
nell’assolvimento del suo importante ruolo al servizio dell’informazione,
si svolsero, al suo rientro in Italia, presso la sede RAI di Saxa Rubra, per
poi essere sepolto nel cimitero del Verano di Roma.Dopo la sua scomparsa, diverse sono state le
iniziative assunte da enti pubblici per ricordare il conterraneo Marcello
Palmisano.La città di San Vito dei Normanni, dove si era
trasferita la sua famiglia, il 24 maggio 1995 organizzò un incontro culturale
al quale parteciparono: la giornalista Carmen Lasorella, che rievocò quella
tragica esperienza; Giorgio Torchia, inviato del giornale Tempo” e decano
dei giornalisti italiani, e due grandissimi amici di Marcello, Alessandro
Bastoni e Franco Gifoni, entrambi operatori RAI di grande esperienza. Inoltre
la civica Amministrazione di San Vito istituì la borsa di studio
“M.Palmisano” per studenti meritevoli.Analoga
iniziativa si svolse il giorno dopo a Francavilla Fontana, dove Palmisano
aveva studiato, e l’Ente Fiera dell’Ascensione gli dedicò una cartolina
ricordo della serie “Personaggi Illustri Salentini” ed un annullo postale
speciale.Il Comune di San Michele Salentino, paese di nascita
di Marcello Palmisano, il 27 luglio 1996, intitolò la Villa Comunale
all’illustre figlio scomparso.Anche l’Amministrazione Provinciale di Brindisi,
nel 1999 ha istituito il Premio Internazionale Giornalistico per
telecineoperatori televisivi “Marcello Palmisano”.A dieci anni dal tragico evento, vogliamo ricordare
il sacrificio di Marcello Palmisano, la sua figura, la sua appassionata
dedizione ad un lavoro avventuroso, tra i più importanti della società,
condividendo quanto Carmen Lasorella ha detto di lui: “Uomo del Sud, ha
percorso il mondo e lo ha raccontato. Ore di immagini in TV, fatti e uomini
allo specchio, giornalismo vero. In un Paese in guerra, povero e lontano, che
aveva la sua pietà, ha chiuso gli occhi la telecamera in braccio. Schietto,
prezioso, ironico, sensibile, Marcello è nella nostra memoria VIVO”. |