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   Ten. Generale R.O. (Ruolo d'Onore) C.S.A.
 

Francesco Galetta, di Vito e M. Giuseppa VASTO, quarto di ben 10 figli, è nato il 22 aprile 1902 a S. Vito dei Normanni in via Francavilla (la famiglia risiedeva nell'allora borgata di S. Michele Salentino) (1).

Il giovane Francesco appartiene ad un'agiata famiglia di estrazione contadina che, pur essendo molto numerosa, vive dignitosamente con l'onesto lavoro del capo famiglia che allora svolgeva l'attività di "trainante" (carrettiere). Questi, pur trovandosi in una situazione economica non molto danarosa, lo avvia agli studi accettando di buon grado gli ulteriori sacrifici che ne derivano poiché ha grande fiducia nel giovane Francesco di cui è particolarmente fiero e sul quale pone grandi speranze.

Consapevole di ciò, il giovane Francesco, anche se tra molte difficoltà, riesce a proseguire gli studi verso i quali si sente particolarmente portato.

La ferrea volontà di cui è dotato lo spinge a frequentare, dopo i tre anni di scuola elementare a S.Michele, per un altro anno, per l'ammissione al Ginnasio, le lontane scuole di San Vito. Vi si reca ogni mattina a piedi non prima di essersi tolto le scarpe, per evitare di consumarle o più semplicemente di sporcarle percorrendo una strada ancora sterrata. Non appena giunge a S. Vito si reca in casa di una zia e dopo essersi accuratamente lavato rimette le scarpe e raggiunge la scuola.

Dopo aver frequentato gli studi di base e terminato il Ginnasio presso le scuole superiori di Francavilla Fontana si iscrive al Liceo Classico di Galatina (LE). Conseguita la licenza liceale si iscrive all'Università per soddisfare la sua grande aspirazione che è quella di diventare dottore in Medicina ed evadere così dall'isolamento in cui un piccolo paese agricolo dell'epoca lo relegava.

Obiettivo che raggiunge brillantemente ottenendo la Laurea in Medicina presso la Regia Università di Napoli il 18 luglio 1928. In seguito frequenta anche un corso di Patologia e Clinica Chirurgica e dopo aver sostenuto, il 21 aprile del 1929, a Roma gli Esami di Stato ottiene il Diploma di Medico Chirurgo.

Il 15 settembre 1930 si iscrive all'Ordine dei Medici Chirurghi della provincia di Brindisi come risulta dall'Albo Anno 1932 al numero d'ordine 127.

Nel mese di marzo ed aprile del 1930 presso l'Università di Firenze frequenta, con esito favorevole, il " Corso Complementare d'Igiene pratica" per il quale, il 6 agosto, gli viene rilasciato un attestato per aver conseguito un " risultato positivo" .

Per qualche tempo, prima di essere chiamato a svolgere il servizio di leva nel Regio Esercito, esercita la professione di medico chirurgo, stimato ed apprezzato, con studio privato nella frazione di S. Michele, in seguito e per tutta la vita svolgerà tale professione esclusivamente nell'ambito della Forza Armata.

Il 15 gennaio 1929, in qualità di Allievo Ufficiale di Complemento del Corpo Sanitario Militare, è ammesso alla Scuola di Sanità Militare del Regio Esercito. Il 15 giugno, neo promosso S. Ten. Medico, è assegnato al 152° Reggimento Fanteria - Brigata "Sassari" di stanza a Trieste per prestarvi il servizio di 1^ Nomina ed ultimare il periodo della leva che termina il 30 luglio.

Tornato presso la propria abitazione riprende a svolgere la professione di medico fino a tutto settembre 1932 allorquando, il Ministero della Guerra lo pone a disposizione del Ministero dell'Aeronautica. Ciò gli consente di rivolgere domanda intesa a farsi richiamare in servizio. La sua richiesta è prontamente accolta ed il Comando Aeronautica lo destina a prestare servizio sul regio aeroporto di Castiglione del Lago (PG). In seguito anche il fratello Pompeo sceglierà di intraprendere la carriera militare come sottufficiale della Regia Aeronautica.

Nel 1935, il S.Ten. Galetta inoltra domanda per essere assegnato al Comando Aeronautica dell'A.O.I. dove era in atto la preparazione per l' imminente campagna della guerra etiopica. Si imbarca a Genova su uno dei tanti piroscafi stracolmi di velivoli, armi, materiali, munizioni e personale destinati al fronte; dopo essere sbarcato il 29 gennaio a Massaua in Eritrea raggiunge l'immenso ed importante aeroporto di Asmara, sua nuova destinazione.

L'anno successivo, a fine campagna, è richiamato in patria ed inviato a prestare servizio in diversi aeroporti tra i quali quello di Foggia e quello di Bari. In seguito è trasferito alla Compagnia Presidiaria e quindi assegnato all'Ufficio Sanitario del Comando della IV ZAT (Zona Aerea territoriale) sempre a Bari.

Al termine del secondo conflitto mondiale, con il grado di Ten. Col. è assegnato alla Commissione Sanitaria d'Appello.

A decorrere dal 20 aprile 1959, con il grado di Colonnello, è collocato in Ausiliaria. Sotto stessa data però è trattenuto in servizio per conto ed a carico del Ministero del Tesoro per esigenze della Commissione Medica Superiore per le Pensioni di Guerra ed assegnato perciò al Quartier Generale del Comando III ZAT di Roma in qualità di Membro della stessa Commissione.

A causa delle infermità riconosciutegli dipendenti da causa di guerra nel mese di luglio 1963 è collocato in congedo assoluto. Non ancora del tutto rassegnato all'inattività, il Col. Francesco Galetta inoltra contemporaneamente specifica domanda nel tentativo di ottenere l'autorizzazione a poter rimanere in servizio in seno alla stessa Commissione; nulla osta che gli è immediatamente concesso.

Nel mese di gennaio 1964 è promosso Maggior Generale (corrispondente al grado di Generale di Brigata Aerea) e nel 1965 raggiunge il massimo grado previsto per il personale del Corpo Sanitario Aeronautico, vale a dire Tenente Generale (corrispondente a Generale di Divisione Aerea).

Rimane in servizio fino al 20 aprile 1972 quando è posto definitivamente in congedo assoluto. Tornato alla vita civile stabilisce la sua residenza dapprima a Roma e poi a Brindisi in Via Indipendenza 11.

Durante tutta la lunghissima ed onorata carriera il Ten. Generale Galetta (43 anni di servizio effettivo) riceve numerose decorazioni, onorificenze e prestigiosi riconoscimenti tra i quali:

- "Croce al Merito di Guerra" e "Medaglia Commemorativa" con Gladio Romano per le Operazioni Militari in A.O.I.;

- "Medaglia di Benemerenza" concessa ai volontari alle Operazioni Militari in Africa;

- "Encomio Solenne" per il costante impegno profuso nell'esercizio delle sue funzioni di Ufficiale Sanitario di Zona;

- è autorizzato a fregiarsi del "Distintivo d'Onore" di "Ferito di Guerra";

- nel 1942 è nominato "CAVALIERE" dell'Ordine della Corona d'Italia ;

- nel 1943 è nominato "CAVALIERE" dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia con Sovrano Motu Proprio ;

- nel 1947 è nuovamente decorato con altra "Croce al Merito di Guerra" in 1^ concessione per aver partecipato alla

Guerra di Liberazione;

- è autorizzato a fregiarsi del "Distintivo della Guerra 1940/1943" ed applicare sullo stesso 2 stellette d'argento e del

- "Distintivo della Guerra di Liberazione" con l'applicazione sullo stesso di 3 stellette d'argento;

- " Croce d'Oro" per 25 anni di servizio e "Croce d'Oro" per aver raggiunto i 40 anni di servizio;

- nomina di "CAVALIERE" dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Decreto del Presidente della

Repubblica del 2 giugno 1955);

- nomina di "UFFICIALE" dell'"Ordine al Merito della Repubblica";

- nel 1969, su proposta del Ministro della Difesa On. Gui, con Decreto del 3 luglio 1969, l'allora Magg. Generale Galetta riceve dal Presidente della Repubblica, la "Medaglia Mauriziana" al merito per aver raggiunto i dieci lustri di carriera militare.

Il Ten. Gen. Francesco Galetta, venuto a mancare il 20 gennaio 1995, è sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero Comunale di S. Michele Salentino.

Uomo di grande statura morale e dalle elevate doti umane, ottimo professionista sia sotto l'aspetto militare che professionale è stato unanimemente stimato ed amato da tutti coloro che lo hanno conosciuto. Francesco Galetta durante la sua vita non si esime mai di aiutare quanti gli si rivolgono per chiedere consigli, aiuti e quant'altro. Come grande benefattore si distingue per alcune iniziative benefiche rivolte verso il prossimo e verso la sua piccola comunità nella quale si era trasferito negli ultimi anni della sua vita.

Fra le tante si ricorda, poco prima di mancare, la donazione alla chiesa di S. Michele Arcangelo di uno splendido organo a canne (1200 canne) che sarà inaugurato il 19 giugno 1999 a circa quattro anni dalla sua scomparsa.

Prende tale decisione in seguito alla impossibilità di ricostruire, tutto a sue spese, la piccola Chiesa della Madonna di Pompei di S. Michele, che si trova sulla via per Ceglie, distrutta per un crollo e tutt'ora diroccata.

Numerose sono le difficoltà che incontra e le lungaggini burocratiche che si frappongono a tal punto che si vede costretto a desistere dal bel proposito.

Estremamente difficoltosa è stata la raccolta di notizie, dati e documenti relativi al Ten. Gen. Galetta poiché presso l'archivio del comune di S. Michele Salentino non è stato possibile rintracciare una sia pur piccola informazione o documento in quanto il materiale in esso contenuto fu distrutto nei gravi fatti verificatisi il 29 dicembre 1943 (2).

Ciò nonostante questo lavoro è stato possibile completarlo solo grazie al contributo fattivo e determinante fornito dal nipote, dott. Vito Giannotti di Roma al quale va il mio particolare e sentito ringraziamento, all'aiuto fornito dall'amico e lontano parente della famiglia Galetta, sig. Domenico Gioia, e alla testimonianza diretta dell'unica sorella ancora in vita la gentilissima sig.na Domenica Galetta che ci ha messo a disposizione i pochissimi documenti e foto in suo possesso.

NOTA 1.

S. Michele Salentino, dopo un lungo e travagliato percorso, fu elevato a Comune autonomo con Regio Decreto n. 2524 del 2 ottobre 1928. (Francesco Gorgoni, Calendario Storico di S.Michele Salentino 1999 ).

NOTA 2.

Alla fine del '43, per la grave emergenza alimentare in atto ed a seguito del ripristino delle disposizioni sull'ammasso dell'olio e del grano, emanate dal governo Badoglio, i piccoli proprietari e contadini diedero inizio, primi in tutta l'Italia liberata, a violente manifestazioni di protesta che sfociarono nell'incendio del Municipio, degli Uffici della Polizia Urbana, del Consorzio Agrario e di altri Uffici Pubblici.

La situazione si normalizzò solo a seguito del massiccio intervento dei Carabinieri che furono impegnati anche in un conflitto a fuoco al termine del quale si contarono diversi feriti e numerosi arresti.

a cura di Nuccio CARRIERO


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