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Il
circondario
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Pur essendo fra i comuni di più recente formazione,
San Michele Salentino vanta frequentazioni di popolazioni
preistoriche nei suoi territori. E’ stata accertata
la presenza dell’uomo di Neanderthal (paleolitico
medio. 185.000-35.000 a.C.) presso la grotta sita in
contrada Augelluzzi, e nelle vicinanze della stessa
sono stai rinvenuti resti di un villaggio capannicolo
dell’ età del bronzo (tra il IX e il VII
secolo a. C.).
Numerosi sono gli indizi che svelano il legame territoriale
con la presenza dei Messapi, il sottogruppo pugliese
di probabili origini illiriche o elleniche, stabilitosi
nei territori del Salento, per i greci poi Messapia,
la “terra di mezzo,fra due mari”. La posizione
del territorio svela infatti un misterioso confine definito
da specchie megalitiche, cumuli enormi di sassi di forma
conica e alti fino a 15 metri, in gran parte purtroppo
scomparse o ormai di dimensioni modeste. Molte di quelle
poste nelle estreme propaggini sud-orientali della Murgia,
nei territori comprendenti anche San Michele Salentino,
sembrano costituire, i resti di fortificazioni costruite
dai Messapi in funzione antigreca. E’ ipotizzabile
, dunque, che la zona fosse inserita nella fatidica
“Dodecapoli Messapica”, lega messapica,
la cui vita ruotava intorno alla capitale Hyria, l’attuale
Oria.
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Parte
del sistema difensivo messapico sarà integrato
nel medievale “Limitone dei Greci”, detto
anche ”Paretone di Virginio”, ciclopica muraglia
difensiva costruita durante la contesa territoriale fra
Longobardi di Benevento e Bizantini nel VIII secolo d.C.,
di cui risulta che un tratto combaciasse con parte della
SP S.Michele S.-Latiano, supportando, in tal modo l’idea
che i nostri territori avessero vissuto da vicino questa
contesa territoriale alto-medievale.
Intorno al IX secolo, prima che i Bizantini stabilissero
un dominio definitivo nella da loro così denominata
“Terra d’Otranto”, questa area, ancora
rientrante in quella oritana, conobbe saccheggi e distruzioni
a causa delle diverse incursioni arabe. |
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Gli
insediamenti nelle grotte, già assunte a dimore
sacre da monaci basiliani fuggiaschi a partire dalla persecuzione
iconoclasta di Costantinopoli del VIII sec., divennero
sempre più rifugio per le popolazioni stremate.
Da tale fenomeno si svilupperà la civiltà
rupestre locale, di cui sono testimonianza numerose cripte
e toponimi di natura religiosa, dimostrazioni della stretta
combinazione tra devozione sacra e vita agro-pastorale.
Nel XVI secolo la storia di San Michele Salentino va definendosi
meglio come la storia del feudo di S. Giacomo, che vivrà
la separazione da Oria con l’accorpamento a S. Vito
dei Normanni. Lo stesso feudo perverà, infine,
ai prìncipi Dentice nel 1770, precisamente nelle
mani di Placido Dentice di Frasso, avo dell’inconsapevole
fondatore del nostro paese, Francesco Dentice di Frasso. |
Vita Bellanova
e Rosella Semeraro, in Guida
Turistica,
edita dall'Amministrazione Comunale di San Michele
Salentino, 2003
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