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   Carnevale 2005
 

‘Carniel Cu Li Lupin’, il Carnevale di San Michele Salentino Quello appena trascorso è stato un Carnevale da protagonisti per i bambini e ragazzi di San Michele Salentino i quali, con maschere, colori, danze e ovviamente con una montagna di coriandoli, hanno animato le vie del paese e la nostra bella e grande Piazza Marconi.
Le mascherine della Scuola dell’Infanzia, guidate da alcuni insegnanti e diretti da Vittoria Prete (Centro Studi Danza Silfide), si sono esibite ballando la tarantella con splendidi costumi tradizionali e, a ritmo di tamburelli, ci hanno fatto vivere una allegra atmosfera carnevalesca.
I bimbi della scuola Primaria, preparati e guidati da Annarita Calvelli (Scuola Lady Ana), invece hanno danzato altri due antichi balli: la Quadriglia e la Pizzica, espressione quest’ultima della tradizione popolare salentina.
Mentre i ragazzi della Scuola Secondaria di 1° hanno messo in scena un insolito e divertente ballo latino insieme al maestro di ballo Tony De Leonardis della Scuola Bailo Latino Ginger&Rogers.
Sia ai nostri volenterosi ragazzi, che ai maestri di ballo voglio formulare i miei più sentiti ringraziamenti.
Molte le novità di quest’edizione carnevalesca il cui ottimo risultato è stato ottenuto grazie: 1) alla collaborazione dell’istituto Scolastico Giovanni XXIII; 2) alla grande disponibilità dei tre maestri di ballo che in modo del tutto gratuito hanno offerto delle lezioni di ballo a tutti i ragazzi volenterosi che nell’arco di soli 15 giorni sono stati trasformati, grazie alla professionalità dei maestri, in grandi ballerini; 3) alla nutrita partecipazione di tanti papà e mamme con immancabili telecamere e macchine fotografiche; 4) e alla fine dalla grande festa in piazza con la sagra dei prodotti tipici carnevaleschi (polpette e cavolfiori fritti, arance, tarallini, chiacchere e soprattutto tanti ‘Lupini’).
Il mio impegno, quale assessore alla Cultura, prevede, fra l’altro, la valorizzazione delle nostre tradizioni. In questo senso il Carnevale oltre ad essere tradizione è anche cultura perché affonda le sue radici nelle nostre origini contadine quando ognuno si mascherava con quello che trovava in casa e andava in giro per le strade del paese cantando stornelli e suonando la fisarmonica.
E, proprio con l’obiettivo di recuperare le nostre tradizioni e le nostre usanze che ho voluto fortemente caratterizzare questa manifestazione sia nella denominazione con l’uso del dialetto che nella scelta di un prodotto caratteristico e tipico di questa festività ma quasi sconosciuto alle giovani generazioni: i ‘Lupini’, tentando di far rivivere lo spirito carnevalesco di tempi lontani.
La valorizzazione delle nostre tradizioni ed usanze è continuata anche domenica 13 Febbraio con la festa della ‘Scascia Pignaet’ che si è svolta nel pomeriggio in una gremita e festante Piazza Marconi, proprio per il recupero di tradizioni popolari, da lungo tempo dimenticate. “Chi vuol esser lieto sia di doman non v’è certezza…..” (Canti Carnevaleschi di Lorenzo il Magnifico). Assessore alla Cultura
Avv. Grazia Vitale

 
 
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