‘Carniel Cu Li Lupin’, il Carnevale di San Michele
Salentino Quello appena trascorso è stato un Carnevale
da protagonisti per i bambini e ragazzi di San Michele Salentino
i quali, con maschere, colori, danze e ovviamente con una montagna
di coriandoli, hanno animato le vie del paese e la nostra bella
e grande Piazza Marconi.
Le mascherine della Scuola dell’Infanzia, guidate da alcuni
insegnanti e diretti da Vittoria Prete (Centro Studi Danza Silfide),
si sono esibite ballando la tarantella con splendidi costumi tradizionali
e, a ritmo di tamburelli, ci hanno fatto vivere una allegra atmosfera
carnevalesca.
I bimbi della scuola Primaria, preparati e guidati da Annarita
Calvelli (Scuola Lady Ana), invece hanno danzato altri due antichi
balli: la Quadriglia e la Pizzica, espressione quest’ultima
della tradizione popolare salentina.
Mentre i ragazzi della Scuola Secondaria di 1° hanno messo
in scena un insolito e divertente ballo latino insieme al maestro
di ballo Tony De Leonardis della Scuola Bailo Latino Ginger&Rogers.
Sia ai nostri volenterosi ragazzi, che ai maestri di ballo voglio
formulare i miei più sentiti ringraziamenti.
Molte le novità di quest’edizione carnevalesca il
cui ottimo risultato è stato ottenuto grazie: 1) alla collaborazione
dell’istituto Scolastico Giovanni XXIII; 2) alla grande
disponibilità dei tre maestri di ballo che in modo del
tutto gratuito hanno offerto delle lezioni di ballo a tutti i
ragazzi volenterosi che nell’arco di soli 15 giorni sono
stati trasformati, grazie alla professionalità dei maestri,
in grandi ballerini; 3) alla nutrita partecipazione di tanti papà
e mamme con immancabili telecamere e macchine fotografiche; 4)
e alla fine dalla grande festa in piazza con la sagra dei prodotti
tipici carnevaleschi (polpette e cavolfiori fritti, arance, tarallini,
chiacchere e soprattutto tanti ‘Lupini’).
Il mio impegno, quale assessore alla Cultura, prevede, fra l’altro,
la valorizzazione delle nostre tradizioni. In questo senso il
Carnevale oltre ad essere tradizione è anche cultura perché
affonda le sue radici nelle nostre origini contadine quando ognuno
si mascherava con quello che trovava in casa e andava in giro
per le strade del paese cantando stornelli e suonando la fisarmonica.
E, proprio con l’obiettivo di recuperare le nostre tradizioni
e le nostre usanze che ho voluto fortemente caratterizzare questa
manifestazione sia nella denominazione con l’uso del dialetto
che nella scelta di un prodotto caratteristico e tipico di questa
festività ma quasi sconosciuto alle giovani generazioni:
i ‘Lupini’, tentando di far rivivere lo spirito carnevalesco
di tempi lontani.
La valorizzazione delle nostre tradizioni ed usanze è continuata
anche domenica 13 Febbraio con la festa della ‘Scascia Pignaet’
che si è svolta nel pomeriggio in una gremita e festante
Piazza Marconi, proprio per il recupero di tradizioni popolari,
da lungo tempo dimenticate. “Chi vuol esser lieto sia di
doman non v’è certezza…..” (Canti Carnevaleschi
di Lorenzo il Magnifico). Assessore alla Cultura
Avv. Grazia Vitale
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